CRONOLOGIA DI UN’INGIUSTIZIA

Torino,07/10/2012
Giugno 2001, filiale UniCredit retta dalla Sig.ra Silvana Baldino, garantisco un finanziamento personale di €.10.000,00 (diecimila/00) al sig. Bolognesi Pietro;persona,che consideravo amica, dimostratasi, invece, una carogna e chiamarla cane sarebbe un’offesa per quest’ultimo.
Dicembre 2002 invio,raccomandata A.R., lettera di recesso che non riceve alcuna risposta:da notare che, nel frattempo, la Sig.ra Baldino era stata trasferita in un’altra filiale,portando con se, visto il rapporto di stima e fiducia che si era instaurato, i c.c. dei miei figli ed il mio.
Primavera 2003 costituisco la Global Coop scarl ed il c.c. acceso presso la banca UniCredit,retta dalla Sig.ra Baldino,dietro avallo dei miei figli ed €.7.000,00 (settemila/00) di titoli personali,viene affidato per €.15.000,00 (quindicimila/00)di cassa ed €. 50.000,00 (cinquantamila/00) di sconto fatture:si evince chiaramente che la garanzia reale è di soli €. 8.000,00 (ottomila/00).
Novembre 2004,senza alcun preavviso,poiché il finanziamento del sig. Bolognesi era sofferente,mandano entrambi in CRIF – famigerata banca dati che,secondo me,viola la privacy,mettendo al ludibrio dell’intero mondo finanziario,anche se trattasi di errore o incompetenza del committente, il nominativo della persona, che si ritroverà, come nella fattispecie,all’Inferno – come cattivi pagatori.
A questo punto, tutte le porte di accesso al credito, dovrebbero essere chiuse ed avrebbero dovuto chiedermi il rientro dell’affidamento, invece:
Gennaio 2005,come Global Coop mi vengono erogati € 130.000,00 (centotrentamila/00)
Novembre 2005, come K.R. s.a.s. ove sono accomandante, dietro mia firma di garanzia, che ormai vale meno di niente,vengono erogati € 115.000,00 (centoquindicimila/00)
Febbraio 2006, come Giolì s.a.s. ove sono accomandante, non presto garanzia, vengono erogati €. 55.000,00 (cinquantacinquemila/00)
Investo nelle lavanderie,in tutto tre a secco e due self-service.
Voglio premettere che, tutte le attività finanziate, sono state da me avviate prima del finanziamento ma,sempre,dopo l’assenso verbale della Baldino di cui mi fidavo ciecamente.
Maggio 2006 si scopre che sono in CRIF ed anziché – parliamo di circa € 5.000,00 (cinquemila/00) – trovare la soluzione,ed ancora oggi non riesco a capirne i motivi che vorrei conoscere, si decide in pratica di affossarmi:tale mia convinzione è supportata dal fatto che mi viene bloccato il conto della Global per quattro mesi,creandomi non pochi problemi ed incassando assegni,non trasferibili,della stessa,sul mio conto personale;vengono,malgrado l’evidente precarietà bancaria,date informazioni positive sul mio conto;infatti,la pasticceria che avevo deciso di aprire per diversificare l’attività e, per la quale, c’era stato l’assenso verbale,come sempre,di un ulteriore finanziamento,ha ricevuto l’attrezzatura senza tirare fuori un centesimo, perché?
Il 31/12/2006 avevo in pagamento un assegno di €. 200,00 (duecento/00) che chiedo di pagarmi ma,visto i rapporti che si erano creati,per sicurezza il giorno 03/01/’07 verso €. 200,00 (duecento/00) in contanti e,malgrado l’assegno fosse stato messo all’incasso il giorno 03,la Sig.ra Baldino, scientemente,non per errore,ha bloccato il conto e mi ha fatto protestare; senonchè,quando mi è arrivato l’estratto conto,facendo la sommatoria,risulta che,anche decurtando la prima presentazione, ho €. 207,00 (duecentosette/00),perchè,l’assegno,non è stato pagato?
A questo punto chiusura dei conti e richiesta di rientro.
Il perché di una condotta così anomala è tutta da spiegare, sorgono però, spontanee, delle domande:
1. Potevano mandarmi in CRIF quando,come garante,sono tenuto a rispondere dell’intera cifra alla fine del contratto?Al max avrebbero potuto chiedere,non fatto,la sofferenza esistente.
2. Chi doveva,oltre la Baldino,controllare i dati delle pratiche?
3. Perché è stato bloccato,per quattro mesi,il conto corrente della Global Coop? Senza darmene,oltretutto,comunicazione?
4. Potevano incassare sul mio conto personale assegni non trasferibili della Global Coop? Questo è un reato europeo.
5. Perché l’assegno,essendoci i fondi,non è stato pagato in camera di compensazione e sono stato protestato con i soldi sul conto?
6. Perché una volta chiesto il rientro ho continuato ad avere assegni e carta di credito?
7. Perché la direzione non ha mai voluto incontrarmi, malgrado fosse la richiesta che facevo a tutti gli interlocutori che ho avuto, compreso il direttore della sede di via Nizza che si è dichiarato incompetente alle mie richieste, se non atto a discutere un eventuale rientro?
8. Quali verifiche sono state fatte per dire che, i loro collaboratori, non hanno sbagliato e, quindi, ritrovarsi nelle condizioni di poter cedere il credito ad Aspra?
9. Dato il reato,che dopo,purtroppo,è stato consumato,la Banca d’Italia, come massimo organo di vigilanza,perchè non ha aperto un’inchiesta? Visto che è stato consumato per la richiesta negata di un finanziamento – cosa mai chiesta – perchè non ha voluto vedere realmente cos’è successo? Non averlo fatto,per me,è GRAVISSIMO!!!
In questo contesto, il 18/04/2008, via fax, si è inserita l’azione di sciacallaggio del prof. Alfredo Bassioni, il quale,a nome del ministro Di Pietro,si presentava come Responsabile Nazionale Dipartimento Giustizia IDV,di cui l’articolo “Lettera Aperta On. Di Pietro…… ovvero Sciacallaggio”.
Agli inizi di Dicembre ’08,ormai stressato dalla situazione che si era creata,sia per il lavoro che per i rapporti creatisi con i figli ed i soci,ho inviato,a quest’ultimo,una e-mail in cui chiedevo,anche se a malincuore,di chiudere la vertenza con il male minore.
Telefonicamente sono stato rassicurato che, entro l’anno, avremmo definito il tutto con la direzione, testualmente:”non ci sono problemi, a Bologna giochiamo in casa”; perchè mi ha preso in giro e nulla ha fatto per definire la vertenza?
SE AVESSE FATTO IL PROPRIO DOVERE, DA AVVOCATO, IL SOTTOSCRITTO SAREBBE DIVENTATO UN DELINQUENTE?
Anzi provenendo dalla terra dei briganti,sono diventato un “BRIGANTE”.
Il 14/07/09, deciso a compiere un’azione eclatante che portasse alla luce questa marea di soprusi, perpetrati nei miei confronti e per i quali mi ritrovavo in una situazione disperata: l’idea era, visto,anche,l’arma di piccolo calibro (mm.6), di incutere timore, paura, alla Baldino, sparando per terra o contro i vetri – non dimentichiamo che lei era la causa del mio stato, lei mi ha protestato scientemente e non per errore, e,lei,in definitiva, era la persona che conosceva per filo e per segno l’intera vicenda, tutto è iniziato e finito con lei – l’azione doveva essere dimostrativa e si evince, anche, dai risultati della perizia che hanno stabilito che l’arma,anche avessi voluto, non era atta ad uccidere;recatomi, presso la filiale nella quale operava,ho atteso che uscisse e, mostrandole la lettera di cessione del credito, Le ho chiesto se il tutto fosse normale e se, Lei in particolare, avesse niente da dire; la risposta è stata che era la prassi e che quindi loro non avrebbero potuto più far niente.
Alla domanda :”perché mi hai rovinato i ragazzi?” – la fidejussione dei figli, per opera e virtù dello Spirito Santo, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci, si è ritrovata di oltre €. 250.000,00 (duecentocinquantamila/00) – volgendo lo sguardo altrove, segno di evidente imbarazzo, e, con arroganza e, quasi disprezzo, mi ha risposto che i figli sapevano quello che firmavano perché Lei li aveva messi al corrente di tutto: bugia colossale, perché quando ha firmato il figlio maggiore c’ero anch’io e, grazie a questo problema, i nostri rapporti erano saltati; infatti, non mi parlavano più, cosa che perdura tutt’ora, data in cui metto in rete codesta cronologia, 07/10/2012.
E’ stato un attimo, ho perso la mia lucidità, colpa della tensione, dello stress, del nervosismo per avere un’arma addosso, – voglio dire che prima di allora non ho mai avuto problemi con la giustizia – però, il risultato è stato che ho cancellato 60 anni di vita vissuta onestamente: ho esploso un colpo nella coscia sx della Baldino e nello stesso tempo, tra me e me, ho detto:”ho fatto una cazzata”.
Escludendo il reato, l’intera vicenda era stata resa nota alla Procura della Repubblica di Torino con un esposto presentato personalmente il 19/10/07; ebbene, codesto esposto è stato inserito in F.N.C.R: al n° 4985/07; ossia, “FATTI NON COSTITUENTI REATO”.
Questo vuol dire che, i dipendenti bancari, possono fare quello che vogliono; i loro errori, qualunque ne sia la conseguenza: la rovina psichica e fisica della persona, del lavoro, della famiglia, della stima, dell’onorabilità, in alcuni casi della stessa vita dell’individuo,godono dell’impunità; hanno un lodo che noi, o almeno io, non conosciamo; loro non commettono reati, i loro errori non sono reati; possono incassare assegni non trasferibili, in barba alle leggi europee, e non commettono reato; nel caso in oggetto hanno rovinato 5 famiglie ma non hanno commesso alcun reato.
A questo punto,a parte la stampa che ha versato fiumi d’inchiostro con palate di fango e letame sulla mia persona,scrivendo di tutto e di più,dalla richiesta di prestito,mai fatta,al fallito,che ancora oggi non lo sono,anche la giustizia ha fatto sentire tutto il suo peso:
Un 60enne, incensurato, senza pericolo di fuga,senza pericolo di reiterare  il reato, senza pericolo d’inquinamento delle prove, viene tenuto per oltre cinque mesi ai domiciliari, facendomi di fatto saltare anche l’ultima attività che avevo tenuto con le unghie e con i denti.
Al processo di primo grado, ove la Baldino non si è costituita parte civile, sono stato condannato a “DUE ANNI E SEI MESI SENZA CONDIZIONALE”; forse, unico in Italia che, per lesioni gravi aggravate dall’arma da fuoco, ha una condanna del genere, domanda: “SI E’ VOLUTO PUNIRE IL REATO O LA RIBELLIONE AL SISTEMA? o si è voluto applicare la regola PUNIRNE UNO PER REDIMERNE CENTO?” Ai posteri l’ardua sentenza.
Resta il fatto che, se, anche in appello, rimarrà la stessa condanna, il sottoscritto sarà, forse, l’unico italiano, ad oggi credo e per quel tipo di reato, a non aver diritto alla condizionale ed andrà a scontare la pena.
E’ di questi giorni la condanna ad 8 anni di carcere per una persona che, poverino era sotto l’effetto di droga ed alcol, ha ucciso 8 persone.
NON FACCIO COMMENTI, FATELI VOI.
Sono orgoglioso di quello che ho fatto? NO!!!!! Ha distrutto la mia vita, ha distrutto il mio credo, ha distrutto i miei ideali, sono vissuto per 60 anni dicendo:”credo nella forza della ragione”, ed oggi chiunque può dirmi ”sì, con un’arma in mano”.
E’ facile dire:”hai sbagliato” e, su questo, ho nulla da dire, non è giusto, ho sbagliato, non volevo arrivare all’offesa della persona ma, è giusto portare alla disperazione una persona solo per non ammettere di aver sbagliato? I latini dicevano “Errare umanum est” e qualcuno ha aggiunto “Perseverare è diabolico”, e …. l’UniCredit non ha perseverato rifiutando, per due anni, d’incontrarmi? E la domanda che pongo è: “E’ GIUSTO TOGLIERE AD UN UOMO LA DIGNITA’, L’ONORE, L’AFFIDABILITA’, LA SERIETA’, LA FAMIGLIA, GLI AFFETTI, LA CASA, IL LAVORO, I SOGNI, IL FUTURO?”
A parte l’ufficiale giudiziario, i pignoramenti, le fissazioni di vendite, le bollette di luce, gas, telefono, gli sfratti, le esecuzioni etc. etc. che vorrei far provare a tutti coloro che sono stati gli artefici delle mie disgrazie, voglio raccontare un fatto che, successo prima del reato, mi ha segnato:
Era scaduta l’assicurazione della macchina e non avevo la possibilità di rinnovarla; per cui,dovendo, comunque, usarla, anche solo per fare la spesa del locale, cercavo di farlo per le strade e gli orari che reputavo più sicuri; senonchè, un giorno, all’uscita della galleria (Torino-Chieri) c’era un posto di blocco: è stato un attimo, un pensiero “è finita, mi sequestrano la macchina”, una lama di ghiaccio mi ha attraversato il corpo ed il sudore che grondava copioso aveva inzuppato i vestiti.
Ad un certo punto ho visto il poliziotto che, con la paletta, faceva segno di andare, ho messo la prima, ho superato il posto di blocco, come un automa, seconda, terza, mentre il sudore mi si appiccicava addosso ed un brivido di freddo mi faceva tremare il corpo.
Per arrivare a casa devo passare davanti alla chiesa, mi fermo, entro, accendo una candela e come un sacco di patate mi accascio sulla panca, non ho la forza neanche di inginocchiarmi e pregare, sono svuotato di tutto e senza neanche accorgermene lacrime e sudore diventano una cosa sola, sto piangendo come un bambino, ma ho 60 anni circa ed una domanda mi scoppia nel cervello PERCHE’? COSA HO FATTO? HO FATTO NIENTE!
E’ passato del tempo ed oggi, dopo aver passato decine e decine di avvocati, tutti bravi ad ascoltarmi ed altrettanto bravi nel farmi capire di non rompere i c……i quando dico che non ho un cent, sono disperatamente solo, con i miei pensieri, ed un sorriso amaro solca il mio viso quando penso a quanto c’è scritto nelle aule dei tribunali :
“LA GIUSTIZIA E’ UGUALE PER TUTTI”.
NON VOGLIO ESSERE DENUNCIATO PER VILIPENDIO E NON SCRIVO QUELLO CHE PENSO!