LETTERA APERTA AGL’ITALIANI

Torino,30/09/2013
LAVORO:è una parola magica,usata ed abusata da tutti gli schieramenti :dal PD al PDL,passando dal M5S e tutti gl’altri;ma,di proposte concrete non ne vedo e,riflettendo sulla situazione e le varie alternative (poche) che potrebbero esserci,propongo la mia.
Lo Stato (cioè noi) ha una banca propria,ossia il Banco Posta e,trovo assurdo che,quando questa deve fare un finanziamento deve chiedere una garanzia ad una banca privata – in una democrazia è lo Stato che garantisce e non che viene garantito -;inoltre,i beni dello Stato sono immensi,e … seguite il mio ragionamento:”Ho una casa,alla mia morte passerà ai miei figli e così via,ma,se ad un certo punto questa catena,per mille motivi,s’interrompe,e s’inizia a non fare gl’interventi di ordinaria amministrazione, poi quelli straordinari,ed alla fine diventa fatiscente e pericolante,per l’incolumità del cittadino,la proprietà passa al comune che la vende ad un privato,rimettendola nel circuito o la usa in proprio;ma,se dopo un secolo si dovessero ripresentare le stesse condizioni la storia si ripeterebbe;quindi,possiamo dire che il proprietario a tempo indeterminato è lo Stato,mentre noi lo siamo a tempo determinato, fermo restando che ne abbiamo e ci viene garantito,dallo Stato,il diritto ereditario,fino a quando lo stesso non viene meno. Vedere “Casa – Lavoro”
Data questa premessa,lo Stato ha bisogno di essere garantito da una banca privata? Sarà un metodo elegante,ed INCOSTITUZIONALE,per farci spennare?
Essendo proprietario di un immobile,se,io,volessi darlo in garanzia al Banco Posta e mettere in sicurezza una scuola,qualcuno potrebbe impedirmelo? E,se tutti gl’italiani volessero dare i loro immobili in garanzia per mettere in sicurezza tutte le strutture pubbliche,il dissesto idrogeologico ed il patrimonio archeologico,il debito chi lo contrarrebbe?
Lo Stato o gl’italiani?
Debito interno,gestibile,fatto dagl’italiani per gl’italiani e,cosa inusuale,relativo rientro (l’idea c’è).
Domanda:”Date le restrizioni alle quali siamo sottoposti,come fare?” Risposta:”Possiamo,e dobbiamo farlo con la moneta alternativa che stiamo già usando (leggo di monete alternative fantasiose,monete locali, cambiali sociali etc.etc.); ossia,il “virtuale”;moneta,che non ci crea problemi di valute e non ci crea debito pubblico (non vendiamo titoli,non chiediamo danaro alla BCE);però,incentiva i consumi e si crea quel circolo virtuoso:“danaro virtuale che genera lavoro vero,grazie al quale,ancora,con danaro virtuale mi permette di riempire il carrello della spesa”.
Faccio l’esempio:
”Ho una casetta da ristrutturare,ed il Banco Posta mi concede il finanziamento.Chiamo l’impresa edile,la quale,a sua volta, chiama i vari artigiani di cui ha bisogno (elettricista,idraulico,piastrellista etc.) e partono i lavori.Immaginiamo,cosa possibile,che tutta la piramide lavorativa sia cliente del Banco Posta;il bonifico che faccio all’impresa sarà,a sua volta,ripartito e girato sino all’ultimo manovale con bonifico e, anche quest’ultimo,con il bancomat utilizzerà lo stipendio per riempire il carrello della spesa.In effetti,cos’è successo? E’ successo che,senza volerlo,abbiamo usato una moneta alternativa (il virtuale),peraltro già in uso. (oggi il 70-80% del danaro viene usato virtualmente)
Occorre essere dei geni,tipo Leonardo da Vinci,per capire una cosa così elementare e lapalissiana?
Personalmente ritengo che,l’Italia,abbia il dovere,per motivi civili e morali (Lavoro-Fondi-Motivazioni) di mettere in sicurezza tutte le strutture pubbliche;il che,vorrebbe dire riapertura dei cantieri e rimessa in moto del carro trainante dell’edilizia;inoltre,per lo stesso motivo,avrebbe il dovere d’intervenire sul dissesto idrogeologico,ed infine,per far ripartire il turismo,avrebbe il dovere d’intervenire su tutto il comparto artistico culturale;Sgarbi,se non erro,ha detto, per la ricostruzione dell’Aquila,di farne un laboratorio a cielo aperto;io aggiungo,invece,facciamo di tutti i siti archeologici un laboratorio a cielo aperto;provate un attimo a pensare: “partire dai siti Etruschi,passando dall’Aquila, Pompei-Paestum,i Sassi di Matera,i Bronzi di Riace,la Magna-Grecia e le civiltà Nuragiche della Sardegna”;una ristrutturazione e messa in sicurezza di tutto il nostro patrimonio artistico,fatto unico ed irripetibile,forse, pubblicizzato in tutto il Mondo,e proposto,senza dimenticare le tante città ricche d’arte e cultura,con pacchetti turistici ad hoc,porterebbero nel nostro Paese,non il turismo ma le invasioni barbariche dal 01/01 al 31/12, ed il ritorno economico sarebbe di gran lunga superiore al costo.
Come ho scritto,la proposta per il rientro c’è,ma è inutile parlarne se non c’è l’assimilazione del concetto.
Di scrivere,senza ricevere risposta sono stanco;onestamente,credo che,ad un certo livello,la posta dei cittadini sconosciuti,non viene neanche aperta;ma,per quel che mi riguarda,sono pronto a discutere,in qualsiasi sede, l’idea nel suo insieme (dalla A alla Z),compreso il rientro.
Vi sarà qualcuno che metterà in pratica quest’idea di rinascita e farà uscire il Paese da quest’avvitamento recessivo?
Me lo auguro di vero cuore,saluti

Giovanni.