LETTERA APERTA PRODI BERLUSCONI

Torino,15/03/2006
Ho superato la cinquantina, e mi avvio velocemente verso la sessantina; non so,se leggerete mai queste righe,ma inviarle costa poco e…… chissà, che non servino a qualcosa.
La seconda metà del secolo scorso,ha visto,nel bene e nel male, cambiamenti epocali;la stessa galassia è diventata piccola;tutto si è evoluto;non esiste campo che non abbia subito uno stravolgimento,tutto è cambiato;pardon,non tutto,c’è l’eccezione che conferma la regola:
“LO STATO”, nulla è cambiato nel suo apparato.
Quando è nata la Repubblica,quando le distanze erano infinite,quando una settimana di viaggio separava Torino da Palermo e le notizie correvano con il passo veloce del cavallo,sicuramente,la radicalizzazione dello Stato sul territorio è stato un passaggio obbligato.
I rappresentanti dello Stato,avevano una duplice funzione:da una parte rappresentavano lo Stato e dall’altra si facevano carico dei problemi dei cittadini e del territorio,per portarli in parlamento.
Ne consegue,quindi,che occorreva un numero di parlamentari adeguato, sia alla vastità del territorio, sia allo stato demografico dello stesso;ma oggi,che viviamo il tempo reale,ed i fatti scorrono davanti ai nostri occhi nel momento in cui si compiono,riducendo il tutto ad una telecronaca in diretta (anche le nefandezze delle guerre),qual’è la funzione di codesti funzionari che forse neanche Voi, leader,conoscete?
Partendo da questa considerazione,credo sia giusto riformare l’apparato statale,e poiché non è mia abitudine fare critiche distruttive,Vi propongo la mia riforma o idea se preferite:
Poiché abbiamo due coalizioni,ed un ritorno al passato sarebbe inconcepibile,entrambe presentano una rosa di candidati per ogni provincia;i primi due eletti,per provincia,andranno uno alla maggioranza ed uno all’opposizione;entrambe,inoltre,presentano una rosa di candidati per la squadra di governo,che saranno eletti in tutt’Italia,dovendo,quest’ultimi, rappresentarci tutti, indistintamente, fuori dal nostro paese.
La coalizione che vince,governa!
Senza i balzelli del confronto etc.,perché abbiamo visto,specie negli ultimi anni ed in questo momento in particolare,che il confronto tra le forze politiche c’è, solo,sulle leggi che non interessano più di tanto,altrimenti c’è il ricorso alla fiducia.
Le votazioni,inoltre,onde evitare il ricorso alle urne in modo piuttosto frequente, distogliendo i parlamentari dal loro lavoro, dovrebbero essere espletate in un’unica tornata,in modo da avere, una certa omogeneità in tutto il paese,tra parlamento e comuni.
Il cuore pulsante del paese,dovrebbe essere la camera dei deputati; mentre,la camera del senato, dovrebbe essere una sorta di camera dei probi-viri;destinata, quindi, a quelle persone che della politica ne fanno una passione,fuori dagli schemi di partiti,di coalizioni etc. e dovrebbe essere il baluardo della costituzione;costoro, dovrebbero essere eletti alla fine del mandato-altra nota dolente-e solo con la maggioranza della camera dei deputati passerebbero al senato;nulla da eccepire se,tra i parlamentari, figurassero personalità di spicco di altri campi.
Come sovrascritto,altra nota dolente,è l’incarico;quest’ultimo,dovrebbe essere a tempo determinato, direi due,e comunque non più di tre mandati;per una serie di ragioni,che se vorremmo analizzare, occorrerebbe molto più della paginetta,ma,tra le quali,spicca quanto vado a scrivere.
I sigg. che hanno fatto della politica il loro status vivendi,non me ne vogliano;chiunque,avrebbe fatto altrettanto e,probabilmente,per la fase politica ed economica,che il paese stava attraversando, sarà stato anche giusto così;oggi,però,credo che la società sia matura per fare un salto di qualità.
E’ insito nell’animo umano,la preservazione ed il miglioramento del proprio tenore di vita;per cui, nolente o dolente,l’uomo subisce una mutazione:
“diventa,suo malgrado,una piovra dai mille tentacoli,la cui lunghezza è direttamente proporzionata al tempo in cui esercita il potere,e sbarrerà la strada a chiunque cerchi d’insidiarglielo.”
Non trovo altre spiegazioni per giustificare una classe politica,che detiene il potere da oltre mezzo secolo;se la società,non è riuscita a rigenerare il proprio staff dirigenziale, non è perché non esistono uomini capaci e forse anche migliori,perché,questo,sarebbe una gravissima offesa all’intelligenza di tutti gli italiani,ma perché, la piovra,ha creato,per quell’istinto di preservazione, una rete che avviluppa tutto il Paese,tralasciando nulla al caso.
Questo sistema, per il bene dell’Italia stessa, dev’essere scardinato dalle fondamenta.
Sono sicuro che se uno di Voi,avrà il coraggio di fare una scelta popolare, anche se contro il palazzo, questi,sarà seguito dal popolo;il prossimo referendum sarà il solito palliativo, e mi sembra di vedere l’azzeccagarbugli, con la borsa colma di pomate ed unguenti, al capezzale di un ammalato di cancro.
Quant’era nelle mie possibilità, cioè: scrivere, l’ho fatto !
A voi la scelta,distinti saluti
Giovanni Rienzi
P.S. Aggiungo due righe per Voi giornalisti,sia della carta stampata che della TV : 
Capisco lo schierarsi,o dall’una o dall’altra parte,ma non capisco il parlare,fugacemente o sommessamente,del problema da me sollevato.
Sembra,vi sia quasi un rispetto reverenziale nei confronti del sistema che,tutti,vorrebbero cambiare, ma dal quale,tutti,si lasciano integrare. Questa,non è democrazia.
La vera democrazia è l’alternanza,non solo di schieramento ma generazionale;
perché,non è pensabile,avere una ferrari da formula uno e mettere alla guida un ultra centenario – il paragone è riferito al sistema Italia e non ai singoli uomini –
Da giovane,quando ho avuto modo di parlare con qualche politico,mi è stato detto:
“Sei un idealista,ma la politica è un’altra cosa.”
Io credo ancora negli ideali;l’uomo stesso,a mio parere,ha bisogno,come l’aria,di ideali.
La molla che,ancora oggi,mi spinge a prendere carta e penna,non è quella di protagonismo –l’anagrafe me lo sconsiglia – ma solo il desiderio di fare qualcosa per questo bel paese,il mio paese, che non merita di affossare.
Anche se questo scritto,non è la panacea di tutti i mali,potrebbe servire a far aprire un dibattito serio sulla riforma dello Stato e,sarà possibile,solo se Voi,detentori dell’informazione,lo vorrete.
Vi sarà qualcuno che avrà il coraggio di farlo?

Ai posteri l’ardua sentenza!
La presente sarà inviata a tutte le testate e ad alcuni programmi televisivi.