LETTERA APERTA on. DI PIETRO …… OVVERO SCIACALLAGGIO

Torino,7/10/2012
Egr. On. Di Pietro,
nel 2007-08, come Lei ben sa, nella speranza di trovare una via d’uscita ai miei problemi, mi sono aggrappato a tutto e tutti: ho tempestato di e-mail quotidiani e settimanali, segreterie di partiti ed esponenti politici, nonché i vari blog; tutto sembrava inutile, fino a quando il 18/04/2008 mi è giunto codesto fax:
Egr. Sig. Rienzi,
ricevo la documentazione relativa alla Sua pratica.
A nome del Ministro Di Pietro,sarà mia cura mettermi in contatto con Lei,al fine di affrontare in concreto la Problematica da Lei espostaci.
La prego pertanto di trasmetterci un Suo recapito telefonico,al fine di poterLa immediatamente contattare.
Prof. Alfredo Bassioni
Resp. Naz. Dip. Giustizia IDV
Dal profondo del cuore ho tirato un grosso sospiro di sollievo; finalmente, avevo qualcuno che prendeva le mie difese e potevo andare a trattare anziché genuflettermi; invece, è stato un calvario.
Al primo incontro ha chiesto danaro ( assegno €. 350,00 ); poi, ho girato mezzo nord Italia per gli incontri – una volta a Milano mi è stato disdetto l’appuntamento quando ero già sul posto – due volte è venuto a Torino, anche per affari suoi, e siamo stati in direzione UniCredit ove, anziché far valere quel peso specifico che io pensavo avesse, ha fatto scena muta; le bugie, dall’aiuto economico all’incontro con la direzione a Bologna, mai avuto, sono state una costante.
A Dicembre ’08, come documentato da e-mail,stanco e sopraffatto dagli eventi,in particolare dal rapporto che si era creato con i figli ed i soci, chiedevo di chiudere con il male minore.
Telefonicamente ero stato rassicurato che avremmo avuto l’appuntamento con la direzione.
Solo bugie; infatti,agli inizi del ’09 mi viene notificato la cessione del credito; fatto che mi manda in crisi,non per la ricaduta a livello personale,ma per quello che ci sarebbe stato per i figli ed i soci.
Non vedendo vie d’uscite,decido per un’azione eclatante,dimostrativa,nei confronti di colei che in definitiva era la causa del mio stato – non dimentichiamo che è stata lei,scientemente e non per errore,a protestarmi con i soldi sul conto – ed era anche la persona con la quale era iniziato e finito il mio rapporto bancario.
Vuole la tensione, vuole la consapevolezza che stavo attraversando la linea di demarcazione dell’onestà – la minaccia a mano armata è reato – vuole che non sono un delinquente,e tengo a ribadire sono e non ero,vuole la tracotanza con la quale sono stato redarguito,purtroppo,ho perso la mia lucidità ed ho commesso un reato; reato che la perizia,data l’arma,quasi giocattolo,derringer da 6 mm,da cui si evince la volontà dell’atto dimostrativo,ha stabilito che non poteva essere mortale.
Dopo il reato,sono stato tempestato di telefonate affinché,con l’avvocato di fiducia,costituissi il collegio difensivo;il suo studio, tramite l’avv. Bonomi, penalista,aveva già pronta la strategia.
L’insistenza è stata tale che,malgrado le reticenze dell’avv. di fiducia che ha rimesso il mandato,ho dato l’assenso allo studio del prof. Bassioni. Il risultato? Sono rimasto senza difensore.
Per convincermi a conferirgli il mandato, il millantato credito ha spaziato dall’amicizia con Santoro, Travaglio,Grillo,sino all’inserimento nel collegio difensivo dell’avv. Carlo Taormina;non ultimo,ha influito,la garanzia di un sostegno economico:ho inviato,con raccomandata A.R. il 08/08/09,effetti per €. 10.000,00 con scadenza mensile per 10 mesi e non ho visto un centesimo.
Il 06/04/’10, ormai convinto e sicuro che,il sopradetto,altro non fosse che uno sciacallo in contatto,a sua insaputa,con qualche mela marcia del suo staff che, sottobanco,gli passasse delle pratiche,visto anche le e-mail ed i fax rimasti senza risposta,con raccomandata A.R. lo diffido dall’utilizzo degli effetti cambiari e gli revoco mandato e deleghe,nonché decido di venire a Roma per parlarLe.
A fine Settembre ’10,determinato ad incontrarLa,sempre più convinto che Lei fosse all’oscuro dell’intera vicenda,vengo a Roma e telefono all’IDV.
Lei è troppo impegnato, a nulla è servito dire che venivo da Torino,che,data la delicatezza della vicenda,dovevo conferire con Lei,che non sarei ripartito senza averLa incontrato,anche dormendo in macchina – non potevo permettermi l’albergo – e che,in definitiva,pretendevo un minimo di rispetto per un uomo,nonché cittadino,di circa 60 anni.
Alla fine, vista la mia caparbietà, mi fanno incontrare un certo Luca – sembrava, e forse lo sarà, il suo vice – il quale, ascoltata l’intera storia e fatto delle telefonate, mi dice di non conoscere il Bassioni e che i dipartimenti sono nati solo con De Magistris: ossia quel fax, a nome Di Pietro, era un falso.
A questo punto credo che sarò ricevuto, ed invece, il ministro ossia Lei, non mi riceve, non ha tempo.
Il 06/10/’10, giorno dell’incontro del popolo padano con quello romano,a base di polenta e coda alla vaccinara, La vedo nella piazza antistante il Parlamento che parla con una delegazione di sindaci; dico: ”questa volta non mi scappi”, aspetto che finisca con i sindaci e mi avvicino.
Riporto il dialogo:
Rienzi – Buongiorno onorevole posso disturbarLa un attimo?
Di Pietro – Buongiorno,mi dica… cosa posso fare per lei?
R. – Mi chiamo Rienzi – stretta di mano – ed è un po’ che cerco di fissare un appuntamento con Lei,ma…mi è impossibile,sono venuto apposta da Torino per incontrarLa.
D. – Rienzi…. Rienzi, mi ricorda qualcosa.
R. – Probabilmente l’avv. Carlo Rienzi del Codacons,è solo omonimia ….. io sono qua per una questione molto delicata …. qualcuno,credo che usi il suo nome per un proprio tornaconto e nella fattispecie ha finito per rovinarmi.
Il sorriso è sparito dal suo viso,sapeva benissimo con chi stava parlando,di cosa stavo parlando e di chi stavo parlando in particolare.
D. – E’ certo di quello che dice? Ci vogliono delle prove e sa come si chiama costui?
R. – Certo.
Contestualmente Le mostro copia del fax,e,Lei,imbarazzatissimo,ha represso a malapena un gesto di stizza e senza neanche guardare il foglio ha sibilato il nome ed a denti stretti ha detto.
D. – Bassioni…. lo conosco….. gli passo delle pratiche, ma se lei non è contento può scegliere un altro avvocato…. e se è senza soldi c’è il patrocinio gratuito.
L’ho guardato, mentre il mondo mi cadeva addosso. Non ero preparato a questo. I fax e le e-mail erano arrivati, ma, Lei, se n’era fregato, perché ero nessuno: sconnessa dal cervello la bocca ha detto
R. – Questo lo so.
Non ho avuto il tempo di dire altro,perché Lei ha detto
D. – E poi noi non diamo soldi.
Ha girato i tacchi e con le due signore che aveva accanto si è incamminato verso il parlamento; di getto ed alzando la voce ho detto
R. – Ma chi le ha chiesto soldi?
Ho visto che la gente vicina ed i gendarmi mi hanno guardato e, tra me, ho detto: “Giovanni, vai via, di problemi già ne hai, non aumentarli” e con la coda in mezzo alle gambe sono andato via.
A questo punto,indipendentemente dai miei problemi,è giusto fare una riflessione:
Quanti poveri cristi,come me,cercando una soluzione ai propri problemi si rivolgono alle persone che potrebbero intervenire,per dare giustizia non favoritismi,e finiscono nelle mani di codesti sciacalli che lucrano sulle disgrazie altrui?
Data l’insistenza ed il millantato credito sfoggiato,il motivo vero non sarà perché si è venduto alla causa dell’UniCredit,che ha tutto l’interesse che se ne parli il meno possibile,vista la marea di domande alle quali dovrebbe rispondere?
Riporto le sue parole:”Bassioni….lo conosco….gli passo delle pratiche”,mi perdoni, ma, cosa vuol dire: ”gli passo delle pratiche?” Vuol forse dire che:“tanta gente Le chiede aiuto e, Lei, poi, le distribuisce ai suoi sodali? Se così fosse, costoro, non formano una cricca? E, se così fosse, qual’ è la differenza tra la cricca del Presidente del Consiglio e la sua? A parte la differenza economica, sono entrambe delle cricche; in più, la seconda, non trovando polpa affossa il cittadino, trovando, comunque, l’utile, nella conoscenza di persone che possono sempre servire un domani;vendersi non è sinonimo di soldi,specie,a certi livelli.”
Voglio ancora dirLe qualcosa:
“Quando un cittadino si rivolge a Lei, o ad altri come Lei,è perché è arrivato al capolinea senza risolvere il problema e,nello stesso tempo, è al 99,99% dalla parte della ragione ma sta combattendo contro i poteri forti;poteri,contro i quali neanche voi vi schierate,ma, potete, grazie al posto che occupate,almeno mediare.
A Lei non ho mai chiesto soldi,ho chiesto solo e soltanto GIUSTIZIA, ricorda ancora il significato di questa parola? Ne dubito molto.”
Poiché arrivavo da Torino, apposta per Lei, avrebbe, almeno, dovuto sentire il dovere morale di ascoltarmi; invitarmi in una sede ed ascoltarmi; inoltre, dato i miei scritti, visto che, comunque, è stato Lei, anche se incolpevolmente, a mettermi in contatto con quella perla di uomo, nonché di professionista, Prof. Avv. Bassioni, sarebbe stato giusto un suo intervento; non soldi.
Invece, Lei, mi ha umiliato come uomo e come cittadino, e se come uomo l’intera vicenda può essere circoscritta in un attrito tra il sig. Rienzi ed il sig. Di Pietro, la stessa, come cittadino,non si può e non si deve relegare allo stesso modo, perché Lei ha usato il suo potere ed il posto che occupa nella scala sociale a mò di clava, per distruggere un essere umano già agonizzante.
Si è comportato come un perfetto cafone e troglodita, pieno di boria e di se stesso; comportamento che un cittadino nella sua posizione non avrebbe mai dovuto avere.
Voglio aggiungere ancora quanto segue:
Tutto quanto scritto è vero e documentato; per cui, se qualcuno menzionato nella presente si ritiene offeso o leso nella propria onorabilità può, tranquillamente, querelarmi.
Nella situazione in cui sono, nulla può impaurirmi: partendo dall’UniCredit per finire alla sua cricca mi avete offeso, umiliato, massacrato nonché tolto, pardon rubato, l’onore, la dignità, il lavoro, la casa – se non ci fosse quella di mia madre sarei sotto i ponti – gli affetti e per ultimo mi avete spezzato; non mi avete piegato ma spezzato sì!
Cos’altro potete togliermi?
Mi rimangono le idee, quelle non potete toglierle, e, se avrà il tempo di leggere il resto del sito, vedrà che possono servire per il rilancio del Paese; un Paese che io, comunque, amo e spero che qualcuna, prima che chiuda gli occhi, venga messa in cantiere.
Auguri Onorevole!
Signori si nasce e Lei non lo nacque. 

CRONOLOGIA DI UN’INGIUSTIZIA

Torino,07/10/2012
Giugno 2001, filiale UniCredit retta dalla Sig.ra Silvana Baldino, garantisco un finanziamento personale di €.10.000,00 (diecimila/00) al sig. Bolognesi Pietro;persona,che consideravo amica, dimostratasi, invece, una carogna e chiamarla cane sarebbe un’offesa per quest’ultimo.
Dicembre 2002 invio,raccomandata A.R., lettera di recesso che non riceve alcuna risposta:da notare che, nel frattempo, la Sig.ra Baldino era stata trasferita in un’altra filiale,portando con se, visto il rapporto di stima e fiducia che si era instaurato, i c.c. dei miei figli ed il mio.
Primavera 2003 costituisco la Global Coop scarl ed il c.c. acceso presso la banca UniCredit,retta dalla Sig.ra Baldino,dietro avallo dei miei figli ed €.7.000,00 (settemila/00) di titoli personali,viene affidato per €.15.000,00 (quindicimila/00)di cassa ed €. 50.000,00 (cinquantamila/00) di sconto fatture:si evince chiaramente che la garanzia reale è di soli €. 8.000,00 (ottomila/00).
Novembre 2004,senza alcun preavviso,poiché il finanziamento del sig. Bolognesi era sofferente,mandano entrambi in CRIF – famigerata banca dati che,secondo me,viola la privacy,mettendo al ludibrio dell’intero mondo finanziario,anche se trattasi di errore o incompetenza del committente, il nominativo della persona, che si ritroverà, come nella fattispecie,all’Inferno – come cattivi pagatori.
A questo punto, tutte le porte di accesso al credito, dovrebbero essere chiuse ed avrebbero dovuto chiedermi il rientro dell’affidamento, invece:
Gennaio 2005,come Global Coop mi vengono erogati € 130.000,00 (centotrentamila/00)
Novembre 2005, come K.R. s.a.s. ove sono accomandante, dietro mia firma di garanzia, che ormai vale meno di niente,vengono erogati € 115.000,00 (centoquindicimila/00)
Febbraio 2006, come Giolì s.a.s. ove sono accomandante, non presto garanzia, vengono erogati €. 55.000,00 (cinquantacinquemila/00)
Investo nelle lavanderie,in tutto tre a secco e due self-service.
Voglio premettere che, tutte le attività finanziate, sono state da me avviate prima del finanziamento ma,sempre,dopo l’assenso verbale della Baldino di cui mi fidavo ciecamente.
Maggio 2006 si scopre che sono in CRIF ed anziché – parliamo di circa € 5.000,00 (cinquemila/00) – trovare la soluzione,ed ancora oggi non riesco a capirne i motivi che vorrei conoscere, si decide in pratica di affossarmi:tale mia convinzione è supportata dal fatto che mi viene bloccato il conto della Global per quattro mesi,creandomi non pochi problemi ed incassando assegni,non trasferibili,della stessa,sul mio conto personale;vengono,malgrado l’evidente precarietà bancaria,date informazioni positive sul mio conto;infatti,la pasticceria che avevo deciso di aprire per diversificare l’attività e, per la quale, c’era stato l’assenso verbale,come sempre,di un ulteriore finanziamento,ha ricevuto l’attrezzatura senza tirare fuori un centesimo, perché?
Il 31/12/2006 avevo in pagamento un assegno di €. 200,00 (duecento/00) che chiedo di pagarmi ma,visto i rapporti che si erano creati,per sicurezza il giorno 03/01/’07 verso €. 200,00 (duecento/00) in contanti e,malgrado l’assegno fosse stato messo all’incasso il giorno 03,la Sig.ra Baldino, scientemente,non per errore,ha bloccato il conto e mi ha fatto protestare; senonchè,quando mi è arrivato l’estratto conto,facendo la sommatoria,risulta che,anche decurtando la prima presentazione, ho €. 207,00 (duecentosette/00),perchè,l’assegno,non è stato pagato?
A questo punto chiusura dei conti e richiesta di rientro.
Il perché di una condotta così anomala è tutta da spiegare, sorgono però, spontanee, delle domande:
1. Potevano mandarmi in CRIF quando,come garante,sono tenuto a rispondere dell’intera cifra alla fine del contratto?Al max avrebbero potuto chiedere,non fatto,la sofferenza esistente.
2. Chi doveva,oltre la Baldino,controllare i dati delle pratiche?
3. Perché è stato bloccato,per quattro mesi,il conto corrente della Global Coop? Senza darmene,oltretutto,comunicazione?
4. Potevano incassare sul mio conto personale assegni non trasferibili della Global Coop? Questo è un reato europeo.
5. Perché l’assegno,essendoci i fondi,non è stato pagato in camera di compensazione e sono stato protestato con i soldi sul conto?
6. Perché una volta chiesto il rientro ho continuato ad avere assegni e carta di credito?
7. Perché la direzione non ha mai voluto incontrarmi, malgrado fosse la richiesta che facevo a tutti gli interlocutori che ho avuto, compreso il direttore della sede di via Nizza che si è dichiarato incompetente alle mie richieste, se non atto a discutere un eventuale rientro?
8. Quali verifiche sono state fatte per dire che, i loro collaboratori, non hanno sbagliato e, quindi, ritrovarsi nelle condizioni di poter cedere il credito ad Aspra?
9. Dato il reato,che dopo,purtroppo,è stato consumato,la Banca d’Italia, come massimo organo di vigilanza,perchè non ha aperto un’inchiesta? Visto che è stato consumato per la richiesta negata di un finanziamento – cosa mai chiesta – perchè non ha voluto vedere realmente cos’è successo? Non averlo fatto,per me,è GRAVISSIMO!!!
In questo contesto, il 18/04/2008, via fax, si è inserita l’azione di sciacallaggio del prof. Alfredo Bassioni, il quale,a nome del ministro Di Pietro,si presentava come Responsabile Nazionale Dipartimento Giustizia IDV,di cui l’articolo “Lettera Aperta On. Di Pietro…… ovvero Sciacallaggio”.
Agli inizi di Dicembre ’08,ormai stressato dalla situazione che si era creata,sia per il lavoro che per i rapporti creatisi con i figli ed i soci,ho inviato,a quest’ultimo,una e-mail in cui chiedevo,anche se a malincuore,di chiudere la vertenza con il male minore.
Telefonicamente sono stato rassicurato che, entro l’anno, avremmo definito il tutto con la direzione, testualmente:”non ci sono problemi, a Bologna giochiamo in casa”; perchè mi ha preso in giro e nulla ha fatto per definire la vertenza?
SE AVESSE FATTO IL PROPRIO DOVERE, DA AVVOCATO, IL SOTTOSCRITTO SAREBBE DIVENTATO UN DELINQUENTE?
Anzi provenendo dalla terra dei briganti,sono diventato un “BRIGANTE”.
Il 14/07/09, deciso a compiere un’azione eclatante che portasse alla luce questa marea di soprusi, perpetrati nei miei confronti e per i quali mi ritrovavo in una situazione disperata: l’idea era, visto,anche,l’arma di piccolo calibro (mm.6), di incutere timore, paura, alla Baldino, sparando per terra o contro i vetri – non dimentichiamo che lei era la causa del mio stato, lei mi ha protestato scientemente e non per errore, e,lei,in definitiva, era la persona che conosceva per filo e per segno l’intera vicenda, tutto è iniziato e finito con lei – l’azione doveva essere dimostrativa e si evince, anche, dai risultati della perizia che hanno stabilito che l’arma,anche avessi voluto, non era atta ad uccidere;recatomi, presso la filiale nella quale operava,ho atteso che uscisse e, mostrandole la lettera di cessione del credito, Le ho chiesto se il tutto fosse normale e se, Lei in particolare, avesse niente da dire; la risposta è stata che era la prassi e che quindi loro non avrebbero potuto più far niente.
Alla domanda :”perché mi hai rovinato i ragazzi?” – la fidejussione dei figli, per opera e virtù dello Spirito Santo, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci, si è ritrovata di oltre €. 250.000,00 (duecentocinquantamila/00) – volgendo lo sguardo altrove, segno di evidente imbarazzo, e, con arroganza e, quasi disprezzo, mi ha risposto che i figli sapevano quello che firmavano perché Lei li aveva messi al corrente di tutto: bugia colossale, perché quando ha firmato il figlio maggiore c’ero anch’io e, grazie a questo problema, i nostri rapporti erano saltati; infatti, non mi parlavano più, cosa che perdura tutt’ora, data in cui metto in rete codesta cronologia, 07/10/2012.
E’ stato un attimo, ho perso la mia lucidità, colpa della tensione, dello stress, del nervosismo per avere un’arma addosso, – voglio dire che prima di allora non ho mai avuto problemi con la giustizia – però, il risultato è stato che ho cancellato 60 anni di vita vissuta onestamente: ho esploso un colpo nella coscia sx della Baldino e nello stesso tempo, tra me e me, ho detto:”ho fatto una cazzata”.
Escludendo il reato, l’intera vicenda era stata resa nota alla Procura della Repubblica di Torino con un esposto presentato personalmente il 19/10/07; ebbene, codesto esposto è stato inserito in F.N.C.R: al n° 4985/07; ossia, “FATTI NON COSTITUENTI REATO”.
Questo vuol dire che, i dipendenti bancari, possono fare quello che vogliono; i loro errori, qualunque ne sia la conseguenza: la rovina psichica e fisica della persona, del lavoro, della famiglia, della stima, dell’onorabilità, in alcuni casi della stessa vita dell’individuo,godono dell’impunità; hanno un lodo che noi, o almeno io, non conosciamo; loro non commettono reati, i loro errori non sono reati; possono incassare assegni non trasferibili, in barba alle leggi europee, e non commettono reato; nel caso in oggetto hanno rovinato 5 famiglie ma non hanno commesso alcun reato.
A questo punto,a parte la stampa che ha versato fiumi d’inchiostro con palate di fango e letame sulla mia persona,scrivendo di tutto e di più,dalla richiesta di prestito,mai fatta,al fallito,che ancora oggi non lo sono,anche la giustizia ha fatto sentire tutto il suo peso:
Un 60enne, incensurato, senza pericolo di fuga,senza pericolo di reiterare  il reato, senza pericolo d’inquinamento delle prove, viene tenuto per oltre cinque mesi ai domiciliari, facendomi di fatto saltare anche l’ultima attività che avevo tenuto con le unghie e con i denti.
Al processo di primo grado, ove la Baldino non si è costituita parte civile, sono stato condannato a “DUE ANNI E SEI MESI SENZA CONDIZIONALE”; forse, unico in Italia che, per lesioni gravi aggravate dall’arma da fuoco, ha una condanna del genere, domanda: “SI E’ VOLUTO PUNIRE IL REATO O LA RIBELLIONE AL SISTEMA? o si è voluto applicare la regola PUNIRNE UNO PER REDIMERNE CENTO?” Ai posteri l’ardua sentenza.
Resta il fatto che, se, anche in appello, rimarrà la stessa condanna, il sottoscritto sarà, forse, l’unico italiano, ad oggi credo e per quel tipo di reato, a non aver diritto alla condizionale ed andrà a scontare la pena.
E’ di questi giorni la condanna ad 8 anni di carcere per una persona che, poverino era sotto l’effetto di droga ed alcol, ha ucciso 8 persone.
NON FACCIO COMMENTI, FATELI VOI.
Sono orgoglioso di quello che ho fatto? NO!!!!! Ha distrutto la mia vita, ha distrutto il mio credo, ha distrutto i miei ideali, sono vissuto per 60 anni dicendo:”credo nella forza della ragione”, ed oggi chiunque può dirmi ”sì, con un’arma in mano”.
E’ facile dire:”hai sbagliato” e, su questo, ho nulla da dire, non è giusto, ho sbagliato, non volevo arrivare all’offesa della persona ma, è giusto portare alla disperazione una persona solo per non ammettere di aver sbagliato? I latini dicevano “Errare umanum est” e qualcuno ha aggiunto “Perseverare è diabolico”, e …. l’UniCredit non ha perseverato rifiutando, per due anni, d’incontrarmi? E la domanda che pongo è: “E’ GIUSTO TOGLIERE AD UN UOMO LA DIGNITA’, L’ONORE, L’AFFIDABILITA’, LA SERIETA’, LA FAMIGLIA, GLI AFFETTI, LA CASA, IL LAVORO, I SOGNI, IL FUTURO?”
A parte l’ufficiale giudiziario, i pignoramenti, le fissazioni di vendite, le bollette di luce, gas, telefono, gli sfratti, le esecuzioni etc. etc. che vorrei far provare a tutti coloro che sono stati gli artefici delle mie disgrazie, voglio raccontare un fatto che, successo prima del reato, mi ha segnato:
Era scaduta l’assicurazione della macchina e non avevo la possibilità di rinnovarla; per cui,dovendo, comunque, usarla, anche solo per fare la spesa del locale, cercavo di farlo per le strade e gli orari che reputavo più sicuri; senonchè, un giorno, all’uscita della galleria (Torino-Chieri) c’era un posto di blocco: è stato un attimo, un pensiero “è finita, mi sequestrano la macchina”, una lama di ghiaccio mi ha attraversato il corpo ed il sudore che grondava copioso aveva inzuppato i vestiti.
Ad un certo punto ho visto il poliziotto che, con la paletta, faceva segno di andare, ho messo la prima, ho superato il posto di blocco, come un automa, seconda, terza, mentre il sudore mi si appiccicava addosso ed un brivido di freddo mi faceva tremare il corpo.
Per arrivare a casa devo passare davanti alla chiesa, mi fermo, entro, accendo una candela e come un sacco di patate mi accascio sulla panca, non ho la forza neanche di inginocchiarmi e pregare, sono svuotato di tutto e senza neanche accorgermene lacrime e sudore diventano una cosa sola, sto piangendo come un bambino, ma ho 60 anni circa ed una domanda mi scoppia nel cervello PERCHE’? COSA HO FATTO? HO FATTO NIENTE!
E’ passato del tempo ed oggi, dopo aver passato decine e decine di avvocati, tutti bravi ad ascoltarmi ed altrettanto bravi nel farmi capire di non rompere i c……i quando dico che non ho un cent, sono disperatamente solo, con i miei pensieri, ed un sorriso amaro solca il mio viso quando penso a quanto c’è scritto nelle aule dei tribunali :
“LA GIUSTIZIA E’ UGUALE PER TUTTI”.
NON VOGLIO ESSERE DENUNCIATO PER VILIPENDIO E NON SCRIVO QUELLO CHE PENSO!

QUADRATURA DEL CERCHIO

QUADRATURA  DEL  CERCHIO
Oggi,16 Agosto 2013,a Tolve (PZ),mio paese natio,è festa grande: S.Rocco, festa patronale.
Io,sono a Chieri (TO),guardo la televisione (telegiornale ore 13,00) ed il senso d’abbattimento che mi pervade,è dovuto alle notizie che il telegiornale snocciola: “Ore 01,00 circa,terremoto a Messina con relativo sciame sismico ancora in corso,allarme dalla CNA:per fine anno 3.500.000 disoccupati (ai quali bisognerà aggiungere gli esodati), con 46.000.000 di ore di cassa integrazione nei primi sei mesi dell’anno”.Questo è un bollettino di guerra.
Motivo dell’abbattimento? Dal 2010 (08/11/’10 data in cui ho inviato una raccomandata A.R. al Presidente del Consiglio -Silvio Berlusconi – “Lavoro-Fondi-Motivazioni”) ad oggi,ho incontrato vari politici ed economisti (tale si reputano),ai quali ho esposto le mie proposte e,pur riconoscendone la validità, nessuno che abbia detto:”mettiamoci a tavolino a discuterle”;tutti,hanno trovato solo,e soltanto,degli appigli per criticare (non pretendo di avere la panacea);cavilli, sui quali ho riflettuto e cercato di trovarne le soluzioni;oggi,quindi,penso di aver trovato la “quadratura del cerchio”.
Partiamo da due punti fondamentali,sui quali sarebbe bene riflettere:
1) L’Europa,ad oggi,non è riuscita a trovare una linea per uscire dalla crisi;il quasi default,di alcune nazioni,lo tastimonia e,gli stati membri,secondo me,dovrebbero avere il coraggio ed il dovere,data la gravità della situazione,di presentare progetti concreti con soluzioni alternative,alle vigenti normative,e che dovrebbero essere accettati.
2) L’Italia,oltre ai dati sovrascritti,ha una situazione che,da economista incompetente,reputo insostenibile,anno 2012: “Dati presi da Internet – ISTAT-”
Aziende chiuse 360.000 (1000 al giorno) di cui 145.000 imprese.
10.000.000 di poveri,di cui 1/2 in povertà assoluta con 400 suicidi (+ di 1 al giorno) tra imprenditori e gente disperata per aver perso il lavoro.
1.500.000 di persone vivono in luoghi di fortuna o sotto i ponti.
200.000 anziani senza pensione (ritirata alle poste era di fatto impignorabile,versata sul c.c. è diventa pignorabile al 100%).
350.000 malati senza cure (es. SLA) e stato sociale di fatto al collasso.
450.000 case pignorate da Equitalia in 3 anni,di cui +20% l’ultimo anno. Quante sono quelle pignorate dalle finanziarie? Boh!!!
3.500.000 di disoccupati entro fine 2013,ai quali bisogna aggiungere gli esodati.
46.000.000 ore di cassa integrazione nei primi 6 mesi dell’anno,più le nuove richieste,per fine anno avremo circa 100.000.000 h.
E’ una situazione sostenibile? Onestamente,no! Cosa si può fare?
L’italia,ha il dovere,per motivi civili e morali (Lavoro-Fondi-Motivazioni) di mettere in sicurezza tutte le strutture pubbliche;il che,vuol dire riapertura dei cantieri e rimessa in moto del carro trainante dell’edilizia;inoltre,per lo stesso motivo,ha il dovere d’intervenire sul dissesto idrogeologico,ed infine,per far ripartire il turismo,ha il dovere d’intervenire su tutto il comparto artistico culturale.Sgarbi,se non erro,ha detto,per la ricostruzione dell’Aquila,di farne un laboratorio a cielo aperto;io aggiungo,invece, facciamo di tutti i siti archeologici un laboratorio a cielo aperto;provate un attimo a pensare:“Partire dai siti Etruschi,passando dall’Aquila,Pompei-Paestum,i Sassi di Matera,i Bronzi di Riace,la Magna-Grecia della Sicilia e le civiltà Nuragiche della Sardegna”;una ristrutturazione e messa in sicurezza di tutto il nostro patrimonio artistico, fatto unico ed irripetibile,forse,pubblicizzato in tutto il Mondo,e proposto,senza dimenticare le tante città ricche d’arte e cultura,con pacchetti turistici ad hoc,porterebbero nel nostro Paese,non il turismo ma le invasioni barbariche dal 01/01 al 31/12,ed il ritorno economico sarebbe di gran lunga superiore al costo.
Detto ciò,praticamente? Il Presidente del Consiglio,fatta la sommatoria dei costi, chiede all’Europa lo sforamento del debito o una soluzione alternativa,se ne hanno (al proposito,devo dire che studiando il Fiscal Compact o Legge di Stabilità,e di conseguenza il MES Meccanismo Europeo di Stabulità,ho focalizzato un macroscopico conflitto ….. diciamo di …… ” COMPATIBILITA’ di BASE ?” Data questa conflittualità,se ne potrà chiedere l’abolizione,ma,al momento,tralasciamo,abbiamo un altro problema più importante: “RIEMPIRE le PANCE !!!” ). Avuto il no, abbiamo solo una via e,per spiegarmi meglio,faccio un es.:
Ho una casetta (ho niente) da ristrutturare,con l’atto di proprietà mi reco alle Poste e,quest’ultima,mi concede il finanziamento.Chiamo l’impresa edile,la quale,a sua volta, chiama i vari artigiani di cui ha bisogno (elettricista,idraulico,piastrellista etc.) e partono i lavori. Immaginiamo,cosa possibile,che tutta la piramide lavorativa sia cliente delle Poste;il bonifico che faccio all’impresa sarà,a sua volta,ripartito e girato sino all’ultimo manovale con bonifico e,anche quest’ultimo,con il bancomat utilizzerà lo stipendio per riempire il carrello della spesa. In effetti,cos’è successo? E’ successo che,senza volerlo,abbiamo usato una moneta alternativa,peraltro già in uso,e non un cent liquido è stato utilizzato; ossia,il Banco Posta,avrebbe potuto mettermi a disposizione il danaro virtuale,senza chiedere ad altri enti la copertura;copertura che,come ho dimostrato in “Dialogo Immaginario tra Pres. delle Poste – Pres. del Consiglio – Giovanni” è “INCOSTITUZIONALE !!! “  
Tornando a monte,possiamo dire che:”In mancanza di soluzioni,da parte dell’Europa,essendo questi lavori urgenti ed indispensabili,dalle strutture pubbliche al dissesto idrogeologico,nonchè i siti archeologici (patrimonio dell’umanità), possiamo,senza incidere sul debito pubblico,ricorrendo al Banco Posta,iniziare la fase di rinascita”.
Questo è un debito interno: “DEGL’ITALIANI PER GL’ITALIANI”,che possiamo gestire senza pistola alla tempia;che dobbiamo e possiamo ripianare in 10-15-20,ma senza lacrime e sangue,agganciando la ripresa,mettendo il segno positivo al PIL e,per ultimo,voglio solo aggiungere: 
1) Il nostro patrimonio immobiliare ha un valore tale da coprire il costo degl’interventi? Secondo le mie conoscenze SI! 
2) Quant’è la fiducia che lo Stato,e viceversa,ha nei propri concittadini? Dato lo spaccato che s’è creato,credo che: Stato – Cittadino sia 0 ; la conseguenza è stata, una totale disaffezione da parte del cittadino alla politica,aggravata dai continui scandali che,ancora oggi,si susseguono,per cui : Cittadino – Stato credo sia – 0. 
Lo Stato,avrà il coraggio di rimuovere questo spaccato? Si !!! Se, prioritario sarà il ” LAVORO !!! “.   
3) Poichè,detti interventi,non necessitano di attrezzature particolari (estere) ma di tanta manodopera (70% contro 30%?),risulta evidente che si darebbe un grosso avvio alla ripresa,non solo,ma,utilizzando una moneta interna,parallelamente, incentiveremmo i consumi interni,di cui ne abbiamo un bisogno estremo,anzi,oserei dire ” VITALE “. 
4) Posti di lavoro? Dai miei conti (vedere sito),per difetto,solo per la messa in sicurezza del patrimonio edile pubblico circa 2.500.000,per il resto? Fate Voi …..
5) Vi sarà qualcuno che la metterà sul tavolo,la discuterà e la farà camminare quest’idea? Mi ripeto:”Fate voi …….” 

DIALOGO IMMAGINARIO TRA “PRES. POSTE – PRES. CONSIGLIO – GIOVANNI”

DIALOGO IMMAGINARIO TRA “PRES. POSTE – PRES. CONSIGLIO – GIOVANNI”
Un giorno il Sig. Giovanni (imprenditore edile) s’imbatte nel sito  www.rienzigiovanni.com e legge,in particolare,” Lavoro-Fondi-Motivazioni “ e ” Rinascita “ ;riflette qualche giorno e,convinto del suo progetto,alla fine chiama il presidente delle poste Dott. Giovanni Lalongo e fissa l’appuntamento per il giorno dopo (essendo un dialogo immaginario tutto è possibile,nella realtà ….. meglio tacere).
Poste Italiane s.p.a. è costituita da tante società tra cui:Postel,Postecom,Poste Vita,Banco Posta etc…,fermiamoci a Banco Posta;quest’ultimo,effettua tutte le operazioni bancarie,ossia è una banca;infatti,ha il bancomat,conti correnti,assegni, buoni fruttiferi,finanziamenti etc…etc…
Giovanni,espone il progetto che riguarda tutto il Paese,ed il Pres. Lalongo,a questo punto,chiama il Pres. del Consiglio Enrico Letta (è immaginario quindi possibile).
Dialogo tra l’imprenditore Giovanni (G.),Presidente Poste Italiane (G.L.), Presidente del Consiglio Enrico Letta (E.L.).
G. – Sigg. Presidenti,la mia idea è molto semplice;fermo restando,del dovere che si dovrebbe avere (Lavoro-Fondi-Motivazioni) sulla messa in sicurezza del patrimonio pubblico,del dissesto idrogeologico,nonchè del restauro dei siti archeologici,da cui la ripresa del comparto turistico (Quadratura del Cerchio); ma,andando nello specifico: se,io avessi dei beni,potrei darli in garanzia e ricevere dal Banco Posta la cifra occorrente per gl’investimenti che vorrei fare? O,in alternativa,fare una cambiale a 3 o 5 anni,che il Banco Posta potrebbe scontare? Tecnicamente vi sarebbero dei problemi insormontabili?
G.L. – No,tecnicamente è possibile,sono operazioni che facciamo;anche se,generalmente,ci avalliamo o ci appoggiamo a banche nazionali od estere.
G. – Dell’avallo ne parliamo dopo,però,il danaro che mettete a disposizione,viene usato tutto come liquido o tramite carte,bonifici e quant’altro?
G.L. – Possiamo dire che il 70 – 80% viene usato tramite carte,bonifici etc…,e solo il 20 – 30% come liquido.
G. – Ossia,Lei mi sta dicendo che per la maggior parte viene usato danaro virtuale, giusto? 
G.L. – Si !
G. – Bene;se,io potessi rappresentare il popolo italiano,il quale ha dei beni immensi ( I beni dello Stato non sono solo il demanio e le quattro casupole di cui ha la proprietà,leggere”Casa Lavoro”),potrei fare una cambiale per la messa in sicurezza del patrimonio pubblico,il dissesto idrogeologico ed il ripristino dei siti archeologici?
G.L. – Tecnicamente si,c’è solo il problema che,essendo le Poste una s.p.a. le cui azioni sono detenute tutte dallo Stato,sarebbe quest’ultimo il garante ed ….. inoltre, quale banca sarebbe disponibile a dare una simile copertura e ….. con quale rientro? 
E.L. – Esatto e,lo Stato,senza copertura,per il patto di stabilità,non può fare investimenti di simili entità.
G. – Alt ! Primo:il debito non è lo Stato che lo contrae,ma il cittadino;infatti,se io avessi un immobile di dieci piani e volessi metterlo a garanzia per mettere in sicurezza una scuola,potrebbe,Lei,Sig. Presidente del Consiglio impedirmelo?
E.L. – No,anzi,ne sarei felice.  
G. – Esatto,ed in effetti è il cittadino che contrae il debito,non è forse il cittadino,proprietario,anche se temporaneo,del patrimonio immobiliare? E,per quanto riguarda il rientro ne parleremo.Secondo: Mi parlate di avallo bancario,ma,scusate un attimo:“Fermo restando che abbiamo dimostrato che lo Stato ha un patrimonio immenso,come può una banca privata garantire lo Stato? In uno Stato di diritto,in una democrazia,è lo Stato che garantisce la banca e non viceversa, quando finirete di farci depredare dalle banche? Egr. Sig. Presidente del Consiglio,chi viene prima lo Stato o le banche?”
E.L. – Lo Stato,però il sistema è quello e non sono io che posso cambiare il sistema.
G. – Sig. Presidente è ora di finirla,è ora di cambiare,è ora di dare la sovranità al Popolo e di far valere le nostre ragioni anche in Europa.Inoltre,come fa,l’Europa,ad arrogarsi il diritto di dettare leggi ed imposizioni,quando,non riesce ad avere un’idea sul come uscire da questa crisi,che,ricordiamolo,è stata determinata solo e soltanto dal mondo finanziario o,se vogliamo,dalla finanza allegra che è stata controllata da nessuno? Per il diktat dell’Europa è giusto che lo Stato Italiano arrivi al default? Che gl’italiani precipitino nella povertà? Che la Caritas sfami milioni di persone e chi,per un senso di pudore,non va a chiedere l’elemosina,rovista nei cassonetti? Che imprenditori si suicidino,quando, oltretutto, alcuni sono creditori dello Stato? Inoltre,come già scritto,il “Patto di Stabilità” e di conseguenza il “MES Meccanismo Europeo di Stabilità” ha una “Incompatibilità di base, ossia è nato su un concetto falso d’economia”;se,l’Europa avesse una Costituzione,codesto “Patto di Stabilità” sarebbe ” INCOSTITUZIONALE “. 
E.L. – Al momento,non conoscendo neanche l’incostituzionalità,posso solo riflettere sul virtuale e sul ruolo del Banco Posta.  
G. – Tra il fare niente aspettando la morte,e la ripresa economica tramite il virtuale,ossia una ripresa economica interna,senza aumento di debito pubblico (non chiediamo danaro alla BCE e tanto meno chiediamo di vendere debito),la mia scelta sarebbe univoca e,per quanto riguarda il rientro,oltre al quid del primo anno che io prospetto intorno al 35%,si potrebbe agganciare all’aumento del PIL e, comunque,l’idea (+ di una proposta,da discutere) c’è,ma è inutile mettere il carro davanti ai buoi se prima non si accetta e metabolizza il concetto del virtuale e dello “Stato Sovrano (da qualche parte ho letto che lo Stato siamo noi,sarà ancora vero?)” è inutile parlarne.  
E.L. – Essendo un dialogo immaginario è possibile anche leggere il pensiero,ed il pensiero del Presidente del Consiglio è stato: “Se quanto discusso verrà messo in pratica,la Germania non sarà contenta,come non sarà contenta la casta dei banchieri,speriamo che questo Giovanni non abbia visibilità e voce”.
Domanda:”Vi sembra un dialogo tanto immaginario? A me no! Inoltre,è tanto pazza l’idea di Giovanni? A me sembra di no! Ve ne sono di migliori,mettetele sul tavolo”.
Torino,27/07/2013

RINASCITA

Come uscire da “CRISI-SPREAD-MES”?
Nel 2010 partendo da una riflessione sul terremoto dell’Aquila,inviai una raccomandata A.R. al presidente del consiglio;se, qualcuno l’avesse letta,oggi in Romagna non saremmo in quella situazione – detta idea,con la variante del sisma nella mia,solo due mesi fa,se non erro il 22/05/2012, è stata rilanciata,pari pari,da Romiti a Ballarò.- Per uscire dalla crisi,secondo il mio modesto parere,ci vuole il lavoro e per il lavoro ci voglioni i soldi,ma,prima di entrambi,ci vogliono le idee,senza quest’ultime non si va nessuna parte.Per spiegarmi meglio farò un esempio:bisogna costruire un capannone dal costo di €.100.000,00 – il capannone rappresenta un piano regionale di sviluppo agricolo-zootecnico-turistico che vedremo in un secondo tempo come affrontarlo e,sul quale,ho le idee chiare – la ditta costruttrice emette una fattura,che lo Stato garantisce a 5 anni (5 anni,secondo i miei calcoli,è il tempo max affinchè l’investimento vada a regime);il capannone,ha bisogno di sabbia, cemento,piastrelle,ferro,impianti idraulici,elettrici etc…,tutte fatture che saranno agganciate alla prima,creando così un grappolo,meglio dire piramide – riflettete un attimo,questa piramide è DANARO virtuale (non sono un fautore del danaro virtuale,ma,al momento,non vedo alternative)che crea lavoro,lavoro vero che produce ricchezza e permette di riempire i carrelli della spesa.- Questo danaro virtuale non produce debito pubblico (il debito lo creiamo quando prendiamo danaro dalla BCE o vendiamo i titoli),è come se,per l’economia interna,rimettessimo in giro la lira,ed è come se avessimo £. ed €.;inoltre,questa moneta,non potrebbe essere attaccata dagli speculatori,è come se facessimo un debito famigliare,una cambiale di tutti gl’italiani per gl’italiani.Se l’idea venisse messa in cantiere e seguita dagl’altri stati,escludendo la Germania,che,finanziandosi a tasso zero,non avrebbe bisogno di una moneta virtuale,sarebbe come immettere nella zona euro: il franco per la Francia,la pesetas per la Spagna,la dracma per la Grecia e così via; avremmo,in definitiva,tanti mercati interni al riparo da speculazioni e tempo per creare l’Europa, dico creare e non ricreare,perchè,attualmente,la comunità che abbiamo (è un eufeismo) creato è l’Europa dei banchieri,mentr’io intendo una comunità dei popoli con una banca europea,diversa da una spa com’è oggi.Ogni Stato si riprenderebbe quella sovranità che stanno cercando,in tutti i modi,di strapparci di dosso. Unico particolare negativo:gli speculatori dello spread,lo spread se lo metterebbero in quel posto.Cosa ne pensate?E’ un’idea balzana? Per me è reale e fattibile,non è la panacea di tutti i mali,ma,se ve ne sono di migliori,mettetele in rete e discutiamole;se,invece,la ritenete valida,tutte le critiche costruttive sono ben accette,la rinascita deve partire da noi,e parte solo con le idee concrete, grazie.
Su fb, è stato detto: “perchè non rimettere direttamente la lira?”, la differenza tra immettere la lira e quanto sovraesposto,è che mentre la lira non cambierebbe assolutamente niente,qual’è la differenza se cambio i 50 € con le 100.000 £.? La mia proposta,invece,sta nel finanziamento del lavoro,non in un cambio pedestre  della ricchezza che abbiamo tra  €. e £.,io parlo di investimenti che andranno a regime in 5 anni,per spiegarmi meglio,la fattura verrà emessa per i capannoni,per i capi di bestiame,per i caseifici,per le serre,non certamente per le strade,le ferrovie e quant’altro che attingeranno da altre fonti,quelle che sono in essere,il danaro virtuale deve servire solo e soltanto per gli investimenti almeno provinciali.
Addì, 15/09/’12 Ho letto da qualche parte che, in Germania, c’è la doppia circolazione  € e M.; se fosse vero, vorrebbe dire che i tedeschi “predicano bene e razzolano male” ma,non è questo il contendere,anzi,agevolerebbe la mia idea,non annullando quanto sovrascritto ma,anzichè moneta virtuale,potremmo reistampare la moneta reale;ossia, “LA LIRA £.”; detta moneta, però, non deve essere a gogò, oltre al cambio dell’ € in circolazione, solo e soltanto la moneta che serve per gl’investimenti, cosa ne pensate?